Perché lo stipendio arriva in ritardo: i motivi e cosa fare
L’ansia del bonifico di lavoro che non arriva è una sensazione che purtroppo molti lavoratori conoscono bene. Arriva il giorno stabilito, si controlla l’home banking ogni mezz’ora, ma il saldo non si muove. Giustamente, conoscendo la data esatta dell’accredito, si possono prendere impegni economici. O semplicemente c’è la necessità in quella giornata di avere una liquidità economica a portata di mano. Perché, però, lo stipendio arriva in ritardo? Non sempre si tratta di un segnale allarmante sulla stabilità dell’azienda. Infatti, solitamente le cause sono puramente tecniche o burocratiche, legate anche a eventuali tempistiche e giornate particolari. Vediamo insieme quali possono essere i motivi principali dei ritardi e anche cosa dice la legge per tutelare il tuo diritto alla retribuzione.
Motivi bancari: il fattore “giorni lavorativi” e altre cause
La causa più comune è legata ai tempi di elaborazione dei circuiti bancari. Sebbene con il sistema SEPA i bonifici siano diventati più rapidi, ci sono variabili che possono spostare la data di accredito.
- Weekend e Festività: se la data prevista per il pagamento cade di sabato o domenica, o durante un giorno festivo, la banca elaborerà l’operazione solo il primo giorno lavorativo successivo.
- Orario di “Cut-off”: se il datore di lavoro dispone il bonifico dopo l’orario limite della banca (solitamente tra le 16:00 e le 18:00), l’operazione slitta al giorno dopo.
- Banche diverse: un bonifico tra conti della stessa banca è più veloce, mentre tra banche diverse può richiedere da 24 a 48 ore lavorative.
Errori Amministrativi e Gestionali
A volte il problema riguarda l’ufficio contabilità oppure il consulente del lavoro che gestisce le buste paga.
- Dati IBAN sbagliati: se hai cambiato banca di recente e non hai comunicato tempestivamente il nuovo IBAN, il bonifico tornerà indietro, causando un ritardo tecnico inevitabile. Inoltre, verificate di aver fornito l’IBAN corretto.
- Software di Payroll: un aggiornamento del software gestionale o un bug nel sistema di invio massivo dei flussi bancari può bloccare i pagamenti di un’intera azienda.
- Mancanza di firme: in alcune strutture, il pagamento richiede la doppia firma digitale (es. responsabile HR e titolare). Se uno dei due è assente o impossibilitato, il flusso si ferma.
Problemi di liquidità aziendale
Questa è la causa che preoccupa di più, giustamente. A volte l’azienda ha i fondi ma potrebbero non essere “liquidi” al momento giusto. Ciò accade quando:
- Ci sono ritardi con i pagamenti dei clienti: non pagano le fatture puntualmente, l’azienda potrebbe non avere la disponibilità immediata sul conto corrente per coprire tutti gli stipendi.
- Crisi temporanea: avviene in periodi di difficoltà economica, quando l’imprenditore potrebbe dare priorità ai fornitori strategici o alle scadenze fiscali, posticipando di qualche giorno le retribuzioni. Ovviamente, questa pratica non è giustificabile e corretta.
Cosa dice la legge: entro quando va pagato lo stipendio?
In Italia non esiste una data unica valida per tutti i lavoratori, ma tutto dipende dal CCNL, ovvero dal Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro che è stato applicato dall’azienda o previsto dal settore.
| Settore / CCNL | Solitamente il pagamento avviene… |
| Pubblica Amministrazione | Tra il 23 e il 27 del mese corrente. |
| Commercio / Terziario | Entro il 10 del mese successivo. |
| Metalmeccanici | Entro i primi 10 giorni del mese successivo. |
| Studi Professionali | Solitamente entro il 5 del mese successivo. |
FAQ – Domande Frequenti sul Ritardo dello Stipendio
Va pagato entro la fine del mese di competenza o, al massimo, entro i primi giorni di quello successivo.
Matematicamente, nessuno. Tuttavia, un ritardo di 1-3 giorni lavorativi è spesso dovuto a tempi tecnici bancari e non desta preoccupazione legale. Ma è quando il ritardo supera i 10-15 giorni che è necessario e fondamentale chiedere spiegazioni formali al datore di lavoro.
Sì. Secondo l’Art. 1224 del Codice Civile, il lavoratore ha diritto agli interessi morali a partire dal giorno in cui il debito è diventato esigibile, anche se non dimostra di aver subito un danno.
Se l’azienda paga costantemente con 15 o 20 giorni di ritardo, il lavoratore può presentare le dimissioni per giusta causa. In questo caso, si ha diritto a percepire l’indennità di preavviso e a richiedere la NASpI (disoccupazione).
1.Fai prima tutte le valutazioni e le verifiche. Prima di tutto, con la tua banca, assicurandoti che non ci siano blocchi sul tuo conto. Poi tieni in considerazione il giorno dell’accredito, non aspettartelo in caso di weekend o festività. Infine, verifica di aver fornito l’IBAN corretto.
2.Fai una richiesta informale, qualora le verifiche siano risultate negative, chiedendo cortesemente all’ufficio HR o al titolare se ci sono stati problemi tecnici.
3.Infine, è necessario provvedere con un sollecito scritto se dovessero passare più di 5 giorni. In questo caso, invia una mail (o PEC) per richiedere la contabile del bonifico.

