Storia

Cos’è l’URSS in breve: quali erano i 15 Stati e le date

Qual è il significato della sigla URSS? Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche o meglio conosciuta semplicemente come Unione Sovietica, fu una delle principali superpotenze del XX secolo. Nata nel 1922 e caduta nel 1991, è ricordata soprattutto come nemico degli Stati Uniti durante la Guerra Fredda. Insieme uscirono vincitrici dalla Seconda Guerra Mondiale, durata dal 1939 al 1945). L’Unione Sovietica ebbe, indubbiamente, un enorme peso geopolitico nel mondo e rappresenta la progenitrice della Russia, nata ufficialmente nel 1992. Vediamo il resto della storia in breve dell’URSS.

Quali Stati facevano parte dell’URSS e chi l’ha fondata

L’Unione Sovietica rappresentava un Paese multietnico, composto da più nazioni che divennero semiautonome. L’URSS è considerata come il primo Paese nel mondo ad aver introdotto ufficialmente l’economia socialista. Fu fondata quando Vladimir Lenin riuscì a prendere il potere in Russia.

Gli Stati che facevano parte dell’URSS sono:

  1. Armenia
  2. Azerbaigian
  3. Bielorussia
  4. Estonia
  5. Georgia
  6. Kazakistan
  7. Kirghizistan
  8. Lettonia
  9. Lituania
  10. Moldavia
  11. Russia
  12. Tagikistan
  13. Turkmenistan
  14. Ucraina
  15. Uzbekistan

Tutto quello che c’è da sapere sull’URSS

Le origini dell’URSS risalgono alla Rivoluzione d’ottobre del 1917, attraverso la quale i bolscevichi, guidati da Vladimir Lenin, presero il potere in Russia.

L’URSS fu fondata il 30 dicembre 1922 quando i bolscevichi presero il controllo totale del territorio.

Nel 1922 i bolscevichi decisero di fondare uno stato federale, composto dalle varie nazioni con repubbliche semiautonome. L’autonomia, in realtà, era abbastanza limitata.

In tutti gli Stati dell’Unione Sovietica c’era un sistema economico socialista, nel quale la maggior parte di fabbriche, trasporti e molto altro era di proprietà dello Stato.

Nel 1924 morì Vladimir Lenin e prese il poter, dopo una dura lotta, Josif Stalin. Quest’ultimo creò un sistema davvero repressivo. Chiunque si opponeva a lui e o gli faceva ombra veniva eliminato. Milioni di persone furono chiusi nei gulag, i campi di lavoro forzato.

L’URSS diventò una grande potenza, sebbene ci furono non pochi problemi per la popolazione, come violenti carestie. Insieme agli Stati Uniti, l’Unione Sovietica uscì vincitrice dalla Seconda Guerra Mondiale.

Il 12 marzo 1947 iniziò la Guerra Fredda che vide principali protagoniste Stati Uniti e URSS. Le due super potenze lottarono tra loro, in quanto avevano sistemi differenti.

Stalin muore nel 1953, che fu succeduto da Nikita Chruščëv, che cercò subito di eliminare lo stalinismo. Nonostante questo, l’URSS continuava a essere lontano dalla ‘democrazia’.

Chruščëv fu sostituito nel 1964 da Leoníd Bréžnev.

Nel 1985 fu nominato segretario del PCUS (Partito Comunista dell’Unione Sovietica) Michail Gorbačëv, alla morte di Bréžnev (avvenuta nel 1982). Il sistema sovietico mostrava debolezze e la popolazione economicamente parlando non poteva paragonarsi a quella dell’Occidente. Pertanto, Gorbačëv cercò di rivoluzionare l’URSS con maggiori diritti e libertà, e l’introduzione di elementi di economia di mercato.

Il sistema sovietico era sempre più debole e nel 1989 gli Stati socialisti dell’Est Europa crollarono. Questo è l’anno che segna l’abbattimento del Muro di Berlino. Nel 1991 le repubbliche sovietiche iniziano a dichiararsi indipendenti e alla fine dello stesso anno l’URSS arrivò alla fine, con le dimissioni volontarie di Gorbačëv trasmesse in TV. Il suo erede è principalmente la Russia o Federazione russa, nata nel 1992 con una struttura federale simile a quella dell’URSS.

26 dicembre 1991 è la data ufficiale della dissoluzione dell’Unione Sovietica.

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