Crisi energetica in Italia: cause e conseguenze oggi

C’è tensione in Italia per via della crisi energetica. A cosa è dovuta? Questo si chiedono non solo gli italiani, ma anche i cittadini del resto Europa. Ci sono delle cause e anche delle conseguenze legate al momento che ora si sta vivendo. In Italia c’è grande preoccupazione per il tema di crisi energetica. Anche a scuola insegnanti e studenti stanno affrontando questo problema. Si tratta indubbiamente di un periodo che finirà tra le pagine dei libri di storia. Ma a cosa è dovuta questa crisi energetica?

Crisi energetica cause in breve

La crisi energetica si verifica quando la domanda aumenta e l’offerta diminuisce. Questo vale sia per le fonti rinnovabili che per quelle non rinnovabile. Il risultato che porta questa situazione è un aumento dei prezzi del consumo. Inevitabilmente diventa un problema per la popolazione. In poche parole i cittadini usano, come è giusto che sia, l’energia che purtroppo viene a mancare.

Per risolvere la crisi energetica e anche quella climatica è necessario creare delle fonti di energia che permettano di garantire a tutti sufficiente quantità di energia. Ora, però, la domanda sorge spontanea: ma perché la domanda aumenta e l’offerta diminuisce? Questa fase dipende dalla guerra scoppiata tra Russia e Ucraina a febbraio del 2022.

Le maggiori economie europee sono attualmente in difficoltà per via della scarsa produzione di energia, dopo l’uso politico del gas attuato da Vladimir Putin, che si è visto colpito dalle varie sanzioni imposte anche dagli Stati europei. Il gas in Paesi come l’Italia viene utilizzato anche per creare energia.

Ci sono Paesi che riescono a sfruttare ciò che hanno per evitare di andare incontro a una situazione disastrosa e chi invece, come anche Francia e Germania, affrontano davvero grosse difficoltà con la crisi energetica. Non aiutano in questo momento i problemi climatici. La domanda di energia elettrica, invece, aumenta anche per la ripresa dalla pandemia da Covid-19.

I dati della crisi energetica europea

Prima che iniziasse la guerra Russia-Ucraina, i Paesi dell’Unione Europea importavano 140 miliardi di metri cubi di gas all’anno. A fine anno 2022 le importazioni dovrebbero risultare circa 60 miliardi. La Russia il prossimo anno, nel 2023, darà all’Europa solo 20 miliardi di metri cubi circa in un anno. Dai gasdotti si potrebbero ricavare 30 miliardi di metri cubi e pare che molto dipenda dalla Cina.

Crisi energetica: le conseguenze per l’Italia e l’Europa

Il tema della crisi energetica sta davvero preoccupando vari Paesi. In effetti, le conseguenze sono imprevedibili. Chiaramente con l’aumento dei prezzi i cittadini e le imprese non possono non ritrovarsi colpiti. Le conseguenze sarebbero sempre più attività che chiudono i battenti e sempre più persone e famiglie in difficoltà economica.

Crisi energetica in Italia: cosa sta facendo Giorgia Meloni

Giorgia Meloni è il Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana in questo momento complicato. Cosa sta facendo per risolvere il problema della crisi energetica? Lei stessa ne ha parlato in un video messaggio durante la convention della Fondazione Guido Carli. Ecco cosa si legge su Notizie Tiscali:

L’ho detto tante volte, proprio in rapporto alla crisi energetica, ne sono convinta sempre di più ogni giorno: da questa crisi l’Italia può uscire più forte, può uscire più autonoma di prima, ma per farlo deve avere coraggio, visione, guardare oltre, immaginare una strategia di lungo termine.

Giorgia Meloni ha assicurato che l’Italia ha “la possibilità di rilanciare la nostra produzione nazionale di energia”. Facendo anche notare che “sarebbe imperdonabile perdere occasioni come queste”. Il Presidente del Consiglio ha poi dichiarato:

In queste prime settimane di governo noi abbiamo provato a dare alcune risposte che consideriamo importanti, sia in questa direzione, penso ad esempio alla scelta di sbloccare i nostri giacimenti di gas naturale, con quella norma denominata ‘gas release’ e che consente alle aziende più esposte al rincaro dei prezzi del gas di ottenere energia a costi ridotti, sia per mettere al riparo famiglie e imprese dall’aumento delle bollette. A questo capitolo abbiamo dedicato un impegno imponente che, non a caso, occupa ben due terzi della legge di bilancio.

Ma in tutto questo c’è un ma.

Ma se non mettiamo in sicurezza il tessuto produttivo di questa nazione, se non mettiamo in sicurezza le famiglie, tutto il resto di quello che possiamo fare purtroppo avrà un impatto molto più limitato. Avevamo promesso agli italiani che questa sarebbe stata la nostra priorità, abbiamo mantenuto questo impegno, come siamo abituati a fare.

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